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Il nostro Gas

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domenica 23 novembre 2008

E’ qui il GAS?

GAS - GRUPPO ACQUISTI SOLIDALI

Ciao a tutti,dopo riunioni, mail, telefonate e un volantino nella bacheca della mensa aziendale, ci proviamo anche noi, sul buon esempio del GAS di Avigliana che ci fa un po’ da “mamma”. Il Gas “La cavagnetta”  (il cestino dove si mette la spesa, la merenda – quello di Capuccetto Rosso, tanto per intenderci – i funghi quando si va nel bosco, la verdura ….) nasce unendo un gruppo di amici e un gruppo di colleghi (ed è per questo che le zone di riferimento sono due: i quartieri San Paolo e San Salvario Sud – Torino). In realtà le persone che unisce arrivano anche dalla prima – seconda cintura. Proprio per questa “eterogeneità” territoriale siamo partiti subito con un blog, dove tutti (anche chi non fa parte di questo GAS) possono lasciare i propri contributi (i gasisti DEVONO lasciare i propri commenti…!). Ciò che però ci tiene insieme sono la volontà di cambiare quello che mettiamo in tavola ed il modo di acquistarlo. Da tale volontà derivano i criteri fondamentali-solidali per la scelta dei prodotti:

-         Prodotti locali e di stagione. I prodotti a Km 0 sono più freschi e meno inquinanti, sia perché evitano lunghi trasporti (e quindi lo spreco energetico) sia perché possono fare a meno di processi per la conservazione (celle frigorifere, pesticidi, conservanti di qualsiasi origine). Inoltre favorire l’economia locale ci sembra un atto buon senso, poiché consente di:

-         Conoscere direttamente i produttori: se ne verifica l'onestà e si instaura un rapporto di fiducia;

-         Porre attenzione verso il piccolo produttore che, normalmente, ha maggior cura di quello che produce. E’ più facile parlargli, conosce bene il territorio e ha riguardo per la sua conservazione. Inoltre è colui che può creare ancora occupazione di “qualità”, preservando alcuni saperi che vanno scomparendo. Preferire il piccolo produttore significa anche contribuire alla diffusione della ricchezza, evitando, nel nostro piccolo, che le multinazionali speculino e generino evidenti disparità economiche.

-         Siamo quello che mangiano. Vogliamo rispettare l'ambiente, conoscere quello di cui ci cibiamo e consumare alimenti più genuini, quindi NO a pesticidi, concimi chimici e diserbanti.
Ovviamente per i prodotti che localmente non sono reperibili cercheremo produttori o filiere di distribuzione che più si avvicinano ai nostri princìpi.
Vale d'esempio l'offerta del Parmigiano Reggiano, dell’olio o delle arance….

-         Attenzione alla spesa: siamo consapevoli che la qualità si paga, ma abbiamo tutti famiglia… Si ad una spesa razionale, sana, buona e giusta, no agli sprechi.
 

Per ora è tutto, cerchiamo di usare questo blog per scambiarci le informazioni e cominciamo a pensare a come organizzarci (chi fa cosa, i referenti ed i prodotti). Mi raccomando  … scriviamoci e occhio alla collaborazione (fondamentale, prima di tutto, per l’esistenza ed il buon funzionamento di un GAS)!

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(ESTRATTO DALLA PRIMA RIUNIONE DEL GAS IL 16/01/2009)

Sintesi della riunione del 16/01/09 e lettera aperta.

Il valore e la qualità  del servizio e dei prodotti del paniere di un GAS sono determinati unicamente dalle scelte e dall’operosità degli appartenenti al GAS stesso.
GAS, d’altra parte, significa Gruppo d’Acquisto Solidale. Perché un GAS funzioni bene è fondamentale, prima di tutto, essere un GRUPPO solidale. Il termine “solidale” assume quindi più significati:
  1. soliditarietà nei confronti del produttore: ti conosco, capisco il valore di quello che fai, partecipo con te nella filiera, valorizzando:

    • il piccolo rispetto al grande (piccolo contadino contro grande distribuzione organizzata);
    • i prodotti locali (e quindi stagionali) contro l’importazione da paesi lontani delle primizie (trattate con fitofarmaci e conservanti)
    • la riscoperta e la tutela di prodotti e sapori del territorio dove abitiamo.
  2.   solidarietà nei confronti degli altri aderenti al GAS. Far parte di un Gruppo d’Acquisto significa, in primo luogo, fare del volontariato. Il GAS non è un negozio. E’ un gruppo che compra insieme i beni di consumo, condividendo i principi in base ai quali si scelgono i produttori. Ognuno di noi apporta nel GAS il proprio personale contributo: una telefonata, la ricerca di nuovi fornitori, l’aggiornamento del sito, l’accoglienza dei nuovi gasisti, la gestione degli ordini per un prodotto, lo stoccaggio, il recupero a turno della merce in arrivo. Di volta in volta, il nostro aiuto al gruppo cambia, ma ci deve comunque essere, in qualsiasi forma questo si attui. Infatti, il GAS, proprio perché è volontariato, è un impegno. Non dico questo per spaventare chi si affaccia per la prima volta nel mondo dei Gruppi di Acquisto. E’ un impegno perché le cose che cerchiamo non si trovano nel negozio sotto casa. Chi fa parte di un GAS ha fatto una scelta di consumo che, attualmente, i normali canali di distribuzione non possono soddisfare. I gasisti, perciò, si prendono in carico parte delle attività di un normale canale di distribuzione: funzione acquisti, organizzazione, coordinamento, immagazzinamento, distribuzione, comunicazione. Inoltre il momento dello stoccaggio e della distribuzione diventano motivo di condivisione e di incontro.

E’ emerso come il GAS sia collaborazione, condivisione, partecipazione di tutti.  Altrimenti non funziona.Il gruppo, per essere tale, condivide i criteri di scelta dei produttori. Tali criteri formano lo statuto del GAS :

  • dove possibile Km 0: prediligere il produttore locale, il piccolo rispetto al grande (rapporto di fiducia, controllo, meno inquinamento, valorizzazione del territorio, il produttore diventa uno di noi);
  • confrontare i vari produttori, conoscerli quando sono a Km 0, vedere come lavorano (devono cioè avere delle ottime referenze);
  • se i produttori non hanno la certificazione biologica, devono comunque dimostrare di non fare uso di fito-farmaci, “veleni”, conservanti, coloranti, ecc…
  • per quanto riguarda il costo dei prodotti, ci si rifà al concetto di “buon padre di famiglia: qualità con un occhio al portafoglio.
  • il GAS è fatto per le famiglie: non ha matrice né politica né religiosa.

 Durante la riunione si sono brevemente presentati i produttori già testati dal GAS di Avigliana e da altri GAS. Questo non significa che non si possano mettere in discussione, prendendosi in carico un prodotto.   Ogni nuovo prodotto sarà così selezionato:

Þ    ricerca di nuovi fornitori e relative referenze;

Þ    confronto dei prodotti tramite assaggio;

 Þ    valutazione delle proposte di acquisto;

Þ    scelta;

 Þ    raccolta ordini e organizzazione per pagamento e arrivo merce;

Þ    stoccaggio;

Þ    distribuzione del prodotto. 

Prediligendo i produttori che consegnano la merce a domicilio, è giocoforza che i prodotti vengano consegnati presso un unico gasista (per frutta e verdura si sta cercando di far fare una consegna per zona: tre/ quattro punti di raccolta anziché uno). In considerazione di questo siamo in attesa di persone che si rendano disponibili per l’accoglimento dei prodotti presso il proprio domicilio. 

Gestione dei pagamenti. Essendo ancora in numero limitato, la forma più snella è quella del fondo cassa (30/50 euro a famiglia), che copra gli anticipi di pagamento  (alla consegna della merce si reintegra di volta in volta il fondo cassa) e le piccole spese di gestione (costo del sito € 8,99 annuo più I.V.A., blocchetto per ricevute del fondo cassa). Per quanto riguarda telefonate ai produttori e recupero della merce, presso i produttori stessi, queste attività coinvolgono tutti i gasisti (oggi a me, domani a te). Rientra nel volontariato di cui si è detto.  Ultima cosa importante: chi è interessato al GAS si registri nel sito. È il nostro sistema di comunicazione (newsletter) e organizzazione/gestione. 

[...] Ci dovranno essere dei volontari disposti a offrirsi come referenti di prodotti e di zona (quest’ultimo è colui/lei che raccoglie le famiglie presenti in un certo quartiere e gestisce, insieme a loro, il recupero e la distribuzione dei prodotti tra zone diverse del GAS). Qualora una tipologia merceologica non venga abbinata a un referente, per questo prodotto non si potranno fare acquisti. A tal proposito ricordo che, anche se il GAS di Avigliana procede a degli acquisti, questi sono rivolti solo ai loro iscritti. Noi possiamo partecipare come GAS ai loro ordini facendo un ordine collettivo, ma ci vuole comunque un referente che raccolga gli ordinativi e che recuperi la merce.  [...]

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Dal blog del GAS di Avigliana un piccolo contributo… Acquisti solidali? A tutto gas...

Sulla stampa abbiamo trovato un articolo che riassume brevemente cosa sono i gas.
A presto e benvenuti sul blog!


Da La Stampa 23/4/08
Spesa comune mezzo gaudio! Si chiamano GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) e sono gruppi di persone che si uniscono per comprare all'ingrosso prodotti (il più delle volte di utilizzo alimentare) per poi ridistribuirseli tra loro in modo equo, orientando i propri acquisti verso compagnie piccole o più sensibili verso valori condivisi da tutto il gruppo come il rispetto dell'ambiente o l'importanza delle tradizioni (da qui l'accezione "solidale").
Un nuovo stile di spesa che riflette un modus vivendi dall'impronta solidaristica, che non riguarda necessariamente solo i prodotti alimentari.
Geografia dei Gas
Sono attualmente 400 i Gas ufficiali diffusi nella penisola, nati originariamente a Fidenza e diffusisi in Emilia per poi contagiare il resto d'Italia, ma si stima che siano almeno un migliaio , considerando anche quelli non formalizzati.Lo stile di acquisto equo e solidale si sta diffondendo anche in Francia dove esiste da qualche anno un'esperienza grazie al gruppo AMAP "Association pour le Mantien d'une Agriculture Paysanne" con l'unica differenza che qui il gruppo di consumatori "adotta" un contadino e ne condivide in parte i rischi abbonandosi ad un paniere che corrisponde ad una quota del raccolto.
Si risparmia davvero?
Per i "gasisti" l'elemento prezzo viene dopo la genuinità del prodotto e l'etica di produzione, elementi che possono far levitare i prezzi dei prodotti.L'escamotage che consente però significativi risparmi sulla spesa domestica è una "sforbiciata" alla filiera produttiva che porta i consumatori direttamente dai produttori bypassando gli intermediari, anche se la scelta di prodotti biologici ed etici può comportare rincari rispetto ai "primi pezzi" delle catene di supermercati. Il risparmio si avverte invece se il paragone viene fatto con i prodotti bio della stessa Gdo, con un taglio dei prezzi del 20%.Dal Nord al Sud del Paese i Gas stanno facendo scuola. C'è chi compra una mucca intera a 1.200 euro per dividerla in dieci famiglie: "Merce pregiata che viene dal parco dell'Uccellina", "Su frutta e verdura, soprattutto in primavera ed estate, il risparmio è clamoroso, ben oltre il 30%", sostiene Sara Paci del Rigas di Rimini, uno dei più grandi in Italia con volumi di spesa annui di 100mila euro.
I volumi sono ancora ridotti: ipotizzando che ogni Gas sia composto da 30 famiglie che spendono in media all'anno mille euro, il business si aggirerebbe intorno ai 30 milioni, cifra che potrebbe salire nel 2008 a 50 milioni.
Agevolazioni fiscaliSe i risparmi monetari non sono immediatamente evidenti si può contare comunque sulle agevolazioni fiscali predisposte in finanziaria, che consentono l'esenzione dal pagamento dell'IVA"Non sono soggetti IVA e quindi non devono pagare l'imposta le associazioni senza scopo di lucro, come quelle dei consumatori, che si organizzano in gruppi di acquisto per comprare direttamente dal produttore e risparmiare sui ricarichi distributivi. Lo ha stabilito l'art. 1, comma 266, della legge n. 244/2007, aggiungendo che l'agevolazione è valida a condizione che tali associazioni non applichino ricarichi agli aderenti e non svolgano attività di somministrazione o di vendita. Alla stessa condizione, tali associazioni non sono soggette a Irpef, purché osservino le prescrizioni stabilite dall'art. 4, comma 7, del DPR n. 633/1972 (legge sull'IVA), che riguardano la costituzione con atto pubblico o scrittura privata autenticata oppure registrata all'Ufficio del registro, la previsione del divieto di distribuire utili o avanzi di gestione, l'obbligo di redigere un rendiconto economico annuale, eccetera"

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 09 Giugno 2009 18:24 )  

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